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Progetto Intercultura

 
 

 

 

Progetto Intercultura

La Commissione Intercultura
Il Protocollo di accoglienza
Le tappe del Protocollo

 

 

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 Progetto Intercultura


 

 

LA COMMISSIONE INTERCULTURA


Composizione

  • Dirigente Scolastico

  • Docenti:3

  • Almeno uno studente


Compiti


1)
Accoglie gli alunni neoarrivati:

  • promuove un colloquio con la famiglia

  • rileva i bisogni

  • propone l'assegnazione alla classe.
     

2) Monitorizza e verifica i progetti personalizzati in itinere.

3) Si attiva per sensibilizzare le varie componenti scolastiche alle difficoltà che le famiglie
    incontrano nel comprendere l'organizzazione della scuola.

4) Raccoglie materiali e documentazioni prodotti da enti o da altre scuole.

5) Mantiene rapporti con le amministrazioni e i diversi referenti territoriali.

6) Pubblicizza le iniziative presenti sul territorio e individua nella scuola uno spazio di
    affissione per le proposte.

7) Promuove percorsi formativi per i docenti e individua le modalità per la trasferibilità delle esperienze. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PROTOCOLLO D' ACCOGLIENZA

E' uno strumento di pianificazione, orientamento, condivisione che viene deliberato dal Collegio dei docenti ed inserito nel POF.

L 'orientamento  pedagogico dell'accoglienza si caratterizza per la centralità data alla persona, ai suoi bisogni, alle sue modalità di apprendere, configurando in questo modo il passaggio dalla centralità dell'istituzione e dell'insegnamento alla centralità della persona e dell'apprendimento.

    Accogliere per integrare, intendendo l'integrazione in senso scolastico e sociale, come

" un concetto multidimensionale che ha a che fare con l'acquisizione di strumenti e capacità, ma anche con la relazione, la ricchezza e l'intensità degli scambi con gli adulti e con i pari, a scuola e fuori dalla scuola" (Favaro 2002)Ma l'integrazione può essere intesa anche in senso personale, soggettivo, come "integrità rispetto alla possibilità di esprimere la propria storia, lingua, appartenenza, in un processo dinamico di cambiamento e confronto" che se non induce nessuno a negare i propri riferimenti identitari culturali e familiari, d'altra parte non appiattisce gli individui sulle rispettive appartenenze e identità di gruppo, ma semmai li aiuta a integrare in forme sempre nuove e personali le diverse componenti.

Sulla base della premessa, in estrema sintesi, il protocollo di accoglienza :

riconosce

la specificità dei bisogni delle famiglie e dei minori stranieri: bisogni di accoglienza, di valorizzazione, di promozione culturale e sociale, di appartenenza e partecipazione;

consente

alla scuola di dare una risposta pedagogica progettuale e di superare una gestione dell'inserimento degli alunni stranieri segnata dalla casualità, dalla discrezionalità e dalla frammentarietà degli interventi.

definisce

  • pratiche condivise di carattere amministrativo, educativo-didattico e sociale

  • principi, azioni, risorse, ruoli, funzioni, modalità, strumenti

si propone di

  • sostenere gli alunni neo-arrivati nella prima fase di adattamento al nuovo contesto

  • favorire un clima di accoglienza scolastica e sociale che rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione, con il   coinvolgimento delle famiglie e delle risorse del territorio

  • costruire un contesto favorevole all'incontro con altre culture e con Ie "storie" di ogni bambino. "

 

LE TAPPE DEL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA

La commissione formula proposte sull'inserimento, predispone gli specifici  interventi di  facilitazione e prepara la sezione prescelta ad accogliere il nuovo arrivato.

II tempo massimo che intercorre tra il momento dell' iscrizione e l'effettivo inserimento dell' alunno nella classe non deve superare comunque il limite di tre o quattro giorni. Anche per gli alunni arrivati in seguito adozioni internazionali saranno previste specifiche procedure cd inserimenti guidati, in collaborazione con le famiglie adottive e con i servizi che seguono l' adozione (incontri con l'equipe incaricata dal tribunale dei minori, frequenza posticipata, inserimento graduale, ecc.)
 

L'iscrizione rappresenta il primo passo del percorso d'accoglienza dell'alunno straniero e della sua famiglia.
All'atto dell'iscrizione si specificano i documenti e le informazioni da richiedere, si consegnano ai genitori avvisi, moduli e note informative sul sistema scolastico (quando possibile in versione bilingue) e si definisce una data per un colloquio successivo fra un referente della Commissione e la famiglia dell'alunno, accompagnata, se c'è necessità, da un mediatore culturale.
 

COLLOQUI CON LA FAMIGLIA

Il colloquio deve essere un momento di incontro e di scambio, nel quale si incoraggiano i genitori ad esprimere ansie, interrogativi e aspettative nei confronti del percorso scolastico del figlio.

Dall'incontro potrà emergere una significativa, seppur iniziale, biografia scolastica e relazionale dell'alunno.

I docenti della Commissione facilitano la conoscenza della scuola, richiedono se necessario  l'intervento del mediatore linguistico culturale e sottolineano la necessità di una proficua collaborazione scuola-famiglia.
 

COLLOQUIO CON L'ALUNNO

Il colloquio, l'osservazione ed eventuali  prove d'ingresso rappresentano il primo passo per conoscere le esperienze scolastiche e familiari, le competenze linguistiche, i percorsi cognitivi e relazionali dell'alunno.

La commissione articola un colloquio con l'alunno anche in presenza se necessario di un mediatore culturale.

Sarebbe opportuno che i docenti somministrassero prove di accertamento del livello di conoscenza spontanea e test d'ingresso che non richiedano necessariamente la conoscenza della lingua italiana.
 

ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE E SCELTA DELLA SEZIONE

I criteri di riferimento per l'assegnazione alla classe sono quelli previsti dall'art.45 del DPR394 del 31/08/99, che si riporta di seguito.

 1. I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L'iscrizione dei minori stranieri nelle scuote italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell'anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva.

2. L'iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado. In mancanza di accertamenti negativi sull'identità dichiarata dell'alunno, il titolo viene rilasciato all'interessato con i dati identificativi acquisiti al momento dell'iscrizione. I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto:

a)  dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell'alunno, che può determinare l'iscrizione ad una classe, immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica;

b)  dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell'alunno;

c)  del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel Paese di provenienza;

d)  del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno.

3. Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi: la ripartizione e' effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri.

4. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzata altresì mediante l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive di insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa.

5. Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e alle modalità per la comunicazione tra la scuola e le famiglie degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con l'ente locale, l'istituzione' scolastica si avvale dell'opera di mediatori culturali qualificati.

6. Allo scopo di realizzare l'istruzione o la formazione degli adulti stranieri il Consiglio di circolo e di istituto promuovono intese con le associazioni straniere, le rappresentanze diplomatiche consolari dei Paesi di provenienza, ovvero con le organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro di cui all'articolo 52, allo scopo di stipulare convenzioni e accordi per attivare progetti di accoglienza; iniziative di educazione interculturale; azioni a tutela della cultura e della lingua di origine e lo studio delle lingue straniere più diffuse a livello internazionale.

7. Per le finalità di cui all'articolo 38, comma 7, del testo unico, le istituzioni scolastiche organizzano iniziative di educazione interculturale e provvedono all'istituzione, presso gli organismi deputati all'istruzione e alla formazione in età adulta, di corsi di alfabetizzazione di scuola primaria e secondaria; di corsi di lingua italiana; di percorsi di studio finalizzati al conseguimento del titolo della scuola dell'obbligo; di corsi di studio per il conseguimento del diploma di qualifica o del diploma di scuola secondaria superiore; di corsi di istruzione e formazione del personale e tutte le altre iniziative di studio previste dall'ordinamento vigente. A tal fine le istituzioni scolastiche possono stipulare convenzioni ed accordi nei casi e con le modalità previste dalle disposizioni in vigore.

8. Il Ministro della pubblica istruzione, nell'emanazione della direttiva sulla formazione per l'aggiornamento in servizio del personale ispettivo, direttivo e docente, detta disposizioni per attivare i progetti nazionali e locali sul tema dell'educazione interculturale. Dette iniziative tengono conto delle specifiche realtà nelle quali vivono le istituzioni scolastiche e le comunità degli stranieri, al fine di favorire la loro migliore integrazione nella comunità locale.

L'alunno verrà inserito in una classe in base:

a)   dell'ordinamento degli studi del paese di provenienza, che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica;

b)    dell'accertamento di competenze, abilità e livelli  di preparazione dell'alunno;

c)     del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel paese di provenienza;

d)    del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno.

Per la scelta della sezione saranno presi in considerazione i seguenti fattori:

a)    numero degli allievi per classe;

b)    tipologia degli alunni portatori di handicap  eventualmente presenti in classe;

c)     distribuzione equilibrata degli alunni stranieri nelle classi;

d)    valutazione Consiglio di Classe.

 

INSERIMENTO NELLA CLASSE

I compiti del Consiglio di Classe:

  • Mantenere i rapporti con la Commissione Intercultura;

  • Favorire l'inserimento dell'alunno nella classe;

  • Rilevare i bisogni specifici di apprendimento dell'alunno straniero elaborando un     piano di studio personalizzato;

  • Individuare ed applicare modalità di semplificazione dei contenuti;

  • Stabilire criteri, modalità e strumenti di valutazione coerenti con il piano di studi personalizzato;

  • Informare la famiglia del percorso formativo predisposto;
     

MONITORAGGIO DELL'INTEGRAZIONE

 La Commissione e il Consiglio di Classe debbono monitorare costantemente il processo d'integrazione  sociale, scolastica e culturale dell'alunno straniero mettendo in atto tutte le possibili strategie.